È una pianta arborea a foglie persistenti (per
questo è anche indicata come magnolia sempreverde), originaria
delle regioni meridionali degli Stati Uniti, dalla Florida al Texas, che
può raggiungere i 20-30 metri di altezza. In Italia è molto
coltivata in parchi e giardini pubblici e privati, e viene apprezzata
per la sua forma conico-piramidale, le grandi foglie di un verde intenso,
lucide nella pagina superiore e bruno rugginose nella inferiore, che creano
un notevole contrasto cromatico. In estate all'apice dei rami compaiono
dei vistosi fiori bianchi e profumati che possono raggiungere un diametro
di 20-25 cm. Molto decorativi sono anche i semi che, quando raggiungono
la maturità, diventano rossi e sporgono dall'infruttescenza a cono
che ricorda molto una pigna. È una specie che ama posizioni soleggiate,
terreni profondi, fertili e permeabili e che mal sopporta eccessivi ristagni
d'acqua o condizioni di aridità prolungate; tollera però
le gelate non troppo intense.
L'esemplare più vecchio di Magnolia grandiflora dell'Orto
botanico risale al 1786 ed è ritenuto uno dei primi, se non il
primo introdotto in Italia. Si trova nel quarto omonimo tra le porte Ovest
e Sud; non ha grandi dimensioni, ma il tronco alla base è ben sviluppato
e da esso si dipartono vistose radici.
Altri due individui notevoli di magnolia, messi a dimora agli inizi del
1800, si possono ammirare presso l'ingresso dell'Orto; essi sono attualmente
oggetto di particolari cure fitosanitarie e vengono tuttora constantemente
monitorati in quanto affetti da un'infezione fungina.