Non esistono documenti
che attestino la paternità del progetto dell'Horto medicinale, mentre
è documentato il coinvolgimento nei lavori di esecuzione dell'architetto
bergamasco Andrea Moroni.
La forma trapezoidale del terreno a disposizione condizionò la pianta
dell'Orto. Fu creata una struttura circolare con un quadrato inscritto, suddiviso
in quattro quadrati più piccoli da due viali perpendicolari. I quattro
quadrati, detti "quarti" o anche "spalti" perché
originariamente sopraelevati di circa 70 cm rispetto ai viali, erano suddivisidi
in aiuole ("areole") disposte in modo da formare eleganti disegni
geometrici, diversi uno dall'altro. Pochi anni dopo la fondazione, nel 1552,
fu costruito un muro circolare di recinzione, per impedire i continui furti
notturni delle preziose piante medicinali coltivate nell'Orto.
La struttura architettonica dell'Orto subì in tempi successivi modifiche
e arricchimenti, che però non alterarono in modo sostanziale il disegno
originario.
All'inizio del Settecento vennero realizzati i quattro monumentali portali
d'ingresso dell'
Hortus cinctus, con stipiti in trachite sormontati da vasi
in pietra (acroteri) contenenti piante in ferro battuto, e provvisti di eleganti
cancelli, anch'essi in ferro battuto.
Venne eliminato il dislivello tra i viali e gli "spalti" e modificato
il disegno delle aiuole; furono inserite una fontana al centro di ciascun
quarto e una all'incrocio dei due viali principali.
Il muro circolare fu
ingentilito, nella prima metà del Settecento, da una balaustra con
eleganti colonnine in pietra bianca, su cui furono collocati vasi e busti
di importanti personaggi, rivolti verso il centro dell'Orto.